Mondo della Medicina

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Il Dr. Giulio Mayer e il suo staff seguono costanti corsi di aggiornamento del settore medico chirurgico: in un settore in continua evoluzione grazie all'introduzione delle nuove tecnologie, è fondamentale restare aggiornati e vigili sulle ultime novità.

Lo staff si impegna inoltre a comunicare ai pazienti e familiari i vari progressi e novità del mondo della medicina, in un rapporto di totale trasparenza: conoscere per comprendere e decidere nel modo migliore della propria salute.

Non esitate a contattare lo studio del medico chirurgo a Prato per saperne di più.

La Chirurgia: i suoi protagonisti di ieri e di oggi

La Storia della Chirurgia

Un classico aforisma medico recita “ la Medicina appassiona, la Chirurgia affascina”.

Intere aree web e social, programmi televisivi dedicati a questi argomenti suscitano un grande interesse e stimolano sempre appassionata partecipazione e dibattiti.

Ogni intervento chirurgico innovativo -i trapianti di cuore e polmoni, del volto, degli arti- si espande con forza e velocità nei mezzi di comunicazione, non sempre, tuttavia, alimentando speranze. La tecnologia medica e le tecniche chirurgiche hanno prodotto enormi progressi per opporsi a malattie un tempo incurabili, ma, ancora oggi, l’opera del chirurgo è intimamente collegata a quell’artigianato anatomico di Leonardo da Vinci, quasi a custodirne i più affascinanti segreti; non a caso, il più sofisticato robot chirurgico ha avuto il nome “da Vinci”.

Il Chirurgo utilizza materiali e mezzi dell’Astronauta, ma è ancora legato ai segreti, alle meraviglie e alle miserie del corpo umano: in questo, il fascino della Chirurgia.

Pochi, tuttavia, conoscono le origini e il difficile percorso della scienza chirurgica, sono rari anche coloro che immaginano le prospettive che si concretizzeranno nei prossimi decenni, quando anche enormi interessi in gioco nel Mondo intero renderanno sempre più variabile la garanzia dell’accesso a cure chirurgiche efficaci e sicure.

Le sofferenze e le ferite del corpo sono vecchie quanto l’Umanità, così come la necessità di porvi rimedio e cura; la chirurgia, tra le Arti mediche, una delle più antiche: reperti ossei del Neolitico testimoniano amputazioni su omeri e femori, trapanazioni del cranio.

Nel mondo occidentale medievale, contrariamente a quanto avveniva in quello orientale, le concezioni antiche ed erronee di Galeno erano considerate legge; la pratica della dissezione dei cadaveri era proibita dalla Chiesa e la Chirurgia lentamente regrediva, associata quasi solo alla campagne di guerra. I “barbieri” e i “cerusici” dovranno attendere fino al Rinascimento pe perfezionare la loro arte.

Questo rinnovamento è opera di chirurghi come Ambroise Parè e Girolamo Fabrizio D’Acquapendente, di anatomisti come Leonardo da Vinci e Andrea Vesalio e di ricercatori come William Harvey, Marcello Malpighi e Michele Serveto.

Il riconoscimento dei ”chirurghi” come veri e propri “ medici” avverrà soltanto all’inizio del XVIII secolo, in Francia, grazie Luigi XIV.

Dalla Francia, questo riconoscimento si estende a tutta l’Europa di allora, ma gli interventi possibili sono limitati a causa della mancanza di efficaci pratiche contro il dolore e dall’alta mortalità per infezione.

Ma, verso la metà del XIX secolo, nel volgere di pochi anni si realizzano due conquiste essenziali: l’anestesia con Welles e Morton a Boston, l’asepsi con Semmelweis a Vienna, Pasteur a Parigi e Lister a Glasgow; queste due scoperte provocano una vera rivoluzione della pratica chirurgica, stimolando uno slancio dell’arte operatoria. Nel XX secolo si sviluppano la lotta contro le infezioni, la trasfusione del sangue, la diagnostica radiologica, la microchirurgia e i trapianti d’organo.

Anora una rivoluzione dagli anni 80 del secolo scorso, grazie ai progressi della fibra ottica, della tecnologia delle immagini e dell’informatica applicata alla medicina: l a chirurgia endoscopica e laparoscopica. Queste apriranno la via alla chirurgia robotica.

Il primo decennio del XXI secolo si apre con importanti innovazioni: nano-tecnologie, telechirurgia, nuovi farmaci contro il rigetto dei trapianti, biomarcatori sempre più specifici.

A eccezione del cervello, è possibile oggi trapiantare la maggior parte degli organi vitali, cosi come la faccia, segmenti di arti o gli arti stessi. In caso di mancanza di donatori ( ma oggi un donatore di fegato di 70 anni d’età è considerato un donatore “giovane”) alcuni organi artificiali possono sostituire temporaneamente alcuni organi naturali difettosi e assolvere le loro funzioni.

Il chirurgo diventa oggi necessariamente un tecnico di alto livello, iper-specializzato e assistito a sua volta da un’equipe esperta in procedure chirurgiche ma anche in tecnologia della strumentazione, in diagnostica per immagini, in informatica.

Gli sviluppi della chirurgia del futuro lasciano intravedere rivoluzioni neppure immaginabili trent’anni fa.

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