Guida e consigli

guida e consigli chirurgia

In questa sezione troverete una pratica guida per affrontare le varie operazioni chirurgiche sia per quanto riguarda la chirurgia generale che quella specialista. Inoltre forniremo a breve pratici consigli per affrontare al meglio le operazioni e visite chirurgiche: non esitate a contattare lo studio del Dottor Mayer per saperne di più.

Lo studio si trova a Prato in Via Rimini, 49.

La Gestione dei Dati Sanitari: Norme di Tutela per gli Utenti

sicurezza

Al cittadino che si rivolge a qualsiasi struttura sanitaria per diagnosi, cure, prestazioni mediche (e quindi alle relative operazioni amministrative) deve essere garantita la più assoluta riservatezza e il più ampio rispetto dei suoi diritti fondamentali e della sua dignità.

I dati personali in grado di rivelare lo stato di salute delle persone sono di massima delicatezza, per questo definiti "dati sensibili" e non possono essere diffusi; il Codice sulla protezione dei dati personali dispone per questi dati una tutela rafforzata e stabilisce le regole per il loro trattamento (la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione) in ambito sanitario.

Si tratta di un argomento molto complesso e articolato, concepito per proteggere dati personali sensibili e delicati, ma spesso poco noto a tutti i Cittadini, i quali si trovano a dover prendere decisioni o ratificare procedure cliniche e amministrative senza ben conoscere, se non addirittura ignorando, la natura e le eventuali conseguenze delle loro scelte.

È molto difficile riassumere queste disposizioni di legge, si possono schematizzare, ma non completamente e la semplificazione è sempre a rischio di gravi omissioni; qui ne offro un completo aggiornamento legislativo, al novembre 2016.Le norme di tutela dei dati sanitari nel percorso assistenziale tra medico curante ( MMG medico di medicina generale o PLS pediatra di libera scelta) e specialista ambulatoriale ai sensi del D.lgs. n.196/2003 sono molto precise e possono essere così riassunte.
Di norma il medico curante fornisce l’informativa all’assistito e acquisisce il consenso in forma orale con l’annotazione scritta che consiste nella conferma di una apposita casella nei programmi gestionali informatici di medicina generale e pediatria. L’art.81 del D.lgs. 196/2003 afferma, infatti, al comma 1 che Il consenso al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute può essere manifestato con “un'unica dichiarazione, anche oralmente”.
In questo caso il consenso è documentato, anziché con atto scritto dell'interessato, con annotazione dell'esercente la professione sanitaria o dell'organismo sanitario pubblico, riferita al trattamento di dati effettuato da uno o più soggetti e all'informativa all'interessato, nei modi indicati negli articoli 78, 79 e 80. Il consenso per questo trattamento dei dati deve essere raccolto dagli MMG e PLS e vale anche per i professionisti richiamati nell’informativa. Il provvedimento del Garante del 19 luglio 2006 (in GU n.183 del 8 agosto 2006) ha confermato i contenuti sopra riportati riguardo al trattamento dei dati iniziato dai medici curanti MMG e PLS.

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L’art. 78, afferma al comma 4: “l'informativa riguarda anche il trattamento di dati correlato a quello effettuato dal MMG o PLS, effettuato da un professionista o da altro soggetto, parimenti individuabile in base alla prestazione richiesta, che:

a. sostituisce temporaneamente il medico o il pediatra;
b. fornisce una prestazione specialistica su richiesta del medico e del pediatra;
c. può trattare i dati nell'ambito di un'attività professionale prestata in forma associata;

L’art. 79 afferma ai commi 1 e 3: “gli organismi sanitari pubblici e privati possono avvalersi delle modalità semplificate relative all'informativa e al consenso di cui agli articoli 78 e 81 in riferimento ad una pluralità di prestazioni erogate anche da distinti reparti ed unità dello stesso organismo o di più strutture ospedaliere o territoriali specificamente identificati”.
Le modalità semplificate di cui agli articoli 78 e 81 possono essere utilizzate in modo omogeneo e coordinato per i trattamenti di dati personali, effettuati nel complesso delle strutture facenti capo alle aziende sanitarie . Per le Aziende Sanitarie Pubbliche il consenso, propedeutico al trattamento dei dati per finalità di cura, è quello previsto -a livello regionale- dai sistemi informatici dedicati. Senza il suddetto consenso (artt. 79 e 80) dell’interessato si possono erogare solo le seguenti prestazioni: trattamenti per fini amministrativi previsti da norme e tutela della salute o dell’incolumità fisica di un terzo o della collettività.

L’art.82 afferma al comma 3: “l'informativa e il consenso al trattamento dei dati personali possono intervenire senza ritardo, successivamente alla prestazione, anche semplicemente in caso di prestazione medica che può essere pregiudicata dall'acquisizione preventiva del consenso, in termini di tempestività o efficacia, oltre ai casi seguenti:

• Emergenza sanitaria o di igiene pubblica (ordinanza contingibile ed urgente dell’autorità competente ex art.117 d.lgs. n. 112/1998)
• Impossibilità fisica, incapacità di agire o incapacità di intendere e volere dell’interessato, quando non è possibile acquisire il consenso da chi esercita legalmente la potestà, da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l’interessato
• Rischio grave, imminente ed irreparabile per la salute o l’incolumità fisica dell’interessato.”

L’art. 37 afferma al comma 1-bis afferma che NON è dovuta la notificazione del trattamento al Garante se relativa all’attività dei MMG e PLS (comma inserito dall'art. 2-quinquies, comma 1, lett. a), del decreto legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138; come già previsto dall’art.76, comma 1, lettera a).

L’art.7 del D.lgs. 196/2003 afferma al comma 1 che: “l’interessato ha diritto di ottenere la conferma dell’esistenza di dati personali che lo riguardano, la loro comunicazione in forma intelligibile e la cancellazione o trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati “trattati in violazione di legge”. Ma in presenza di un obbligo di legge, l’art.24 del D.lgs. 196/2003 esclude la necessità del consenso dell’interessato per il trattamento dei dati”

L’art. 24 afferma al comma 1: “Il consenso al trattamento dei dati NON è richiesto quando il trattamento:

a. è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria; (ad esempi : art.20 finalità pubbliche e art. 68 e 73 finalità socio-sanitarie assistenziali, art.67 attività di controllo e ispettive; art.85 finalità sanitarie pubbliche) e
b. è necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato;

La creazione del Dossier e del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è facoltativa ed essi possono essere attivati solo con consenso specifico ulteriore dell’interessato.
Il provvedimento del Garante n.331 del 4 giugno 2015 contiene le linee guida in materia di dossier sanitario, pubblicate in allegato A in Gazzetta Ufficiale n.164 del 17 luglio 2015 e che affermano a pag. 22: “L’interessato deve essere informato che l’eventuale mancato consenso al trattamento dei dati personali mediante il dossier sanitario non incide sulla possibilità di accedere alle cure mediche richieste.” e a pag.27 in caso di revoca del consenso: “Le informazioni sanitarie presenti devono restare disponibili al professionista o alla struttura interna al titolare che le ha redatte e per eventuali conservazioni per obbligo di legge (art. 22, comma 5, del D.lgs. 196/2003), ma non devono essere più alimentate e condivise con altri professionisti degli altri reparti che prenderanno in seguito in cura l’interessato”.

Con l’art.4 dell’ACN 17/12/2015 la compartecipazione degli specialisti ambulatoriali alla realizzazione dei flussi informatici aziendali è divenuta un dovere contrattuale ordinario. Secondo le linee guida del Garante n.21 del 25 giugno 2009, la refertazione on-line è regolamentata dal DPCM 8 agosto 2013 (in GU n.243 del 16 ottobre 2013) che prevede la messa a disposizione per l’assistito del SSN del referto digitale o copia cartacea e all’art. 2 prevede per il referto digitale l’obbligo di firma digitale o elettronica ai sensi degli artt. 21 e 24, comma 2, D.lgs. n.82/2005 (CAD = Codice Amministrazione Digitale).

Per l’ accesso online ai referti  è dunque necessario che:

a. il referto sia firmato digitalmente dallo specialista,
b. l’assistito abbia dato il consenso al FSE all’azienda,
c. il consenso sia stato registrato al sistema informatico dedicato da parte degli operatori aziendali affinché l’azienda che ha erogato la prestazione renda visibile il referto anche al MMG/PLS curante dell’assistito.

L'art. 43 del CAD stabilisce che i documenti informatici di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento sono conservati “in modo permanente con modalità digitali” nel rispetto delle regole tecniche (DPCM 13 novembre 2014 e DPCM 3 dicembre 2013), secondo le misure di sicurezza previste dagli artt. 31-36 e allegato B del D.lgs. 196/2003.

L’art. 84 del D.lgs. 196/2003 afferma che i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono essere resi noti all'interessato o ai soggetti di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a), da parte di esercenti le professioni sanitarie ed organismi sanitari, solo per il tramite di un medico designato dall'interessato o dal titolare, salvo i casi di dati personali forniti in precedenza dal medesimo interessato.
Il titolare del trattamento dei dati o il responsabile possono autorizzare per iscritto esercenti le professioni sanitarie diversi dai medici, che nell'esercizio dei propri compiti intrattengono rapporti diretti con i pazienti e sono incaricati di trattare dati personali idonei a rivelare lo stato di salute, a rendere noti i medesimi dati all'interessato o ai soggetti di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a). L'atto di incarico individua appropriate modalità e cautele rapportate al contesto nel quale è effettuato il trattamento di dati.

Per maggiori informazioni puoi consultare dirattamente la fonte .

Anatomia del Servizio Sanitario Nazionale: i Livelli di Assistenza

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I Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono stati introdotti nel Servizio sanitario nazionale nel 2001 (in occasione della riforma del Titolo V della Costituzione che diede dispose la “regionalizzazione” dell’assistenza sanitaria) con l’obiettivo “universale”, ovvero di garantire a tutti i cittadini parità d'accesso alla salute.

La nuova modifica costituzionale (a referendum il prossimo 3 dicembre) potrebbe -se approvata- porre fine all’attuale legislazione sulla salute.

I Lea indicano quali sono i servizi e le prestazioni che il nostro Ssn è tenuto a offrire (in via gratuita o dietro pagamento di un ticket) e che dal prossimo anno subiranno una significativa revisione: eliminazione di prestazioni sanitarie oramai obsolete, revisione dell’assetto di cure che oggi si possono ricevere in ambulatorio senza passare per ricovero o day hospital, riclassificazione di gruppi di patologie e inserimento di nuove patologie; il medico afferente al Ssn, prescrivendo, dovrà indicare sulla ricetta la diagnosi o il sospetto diagnostico; dovrà attenersi, per prestazioni ad alto costo o a rischio di inappropriatezza, a condizioni di erogabilità e indicazioni prescrittive ben precise. I nuovi Lea propongono anche una nuova formulazione, basata sull’evidenza clinic-scientifica- la formula “reflex”: di due accertamenti diagnostici proposti in serie, il secondo sarà eseguito solo se l'esito del primo lo indicherà o lo richiederà.

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Dall’attività del medico di base all’eventuali prestazioni di pronto soccorso, dalle analisi del sangue alle visite specialistiche, i percorsi sanitari si svolgono per la maggior parte sulle indicazioni de Lea, diretta derivazione dell'articolo 32 della Costituzione, che ha contribuito a fare del Servizio sanitario italiano – per universalità e disponibilità- uno dei più completi.

Questo sistema sanitario attuale dimostra –tuttavia- numerose e severe inefficienze, che trovano spesso ragione sociale in una crisi economica che desertifica la qualità, in un federalismo sanitario male interpretato; notevoli disparità regionali, liste d'attesa infinite, ospedali poco sicuri sono purtroppo frequenti.

medico prescrizione

I nuovi Lea risalgono al primo 2015, in attuazione del Patto per la Salute, sono poi stati sospesi per le perplessità del ministero dell'Economia sulle coperture finanziarie ed economiche; approvato con una serie di emendamenti dalla Conferenza Stato-Regioni il 7 settembre 2016, ora lo schema programmatico che aggiorna i Lea tutt'ora vigenti è all'esame del Parlamento, il quale dovrà esprimersi entro il 5 dicembre, dopo la valutazione decisiva delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, dove ovviamente la relativa copertura finanziaria è al centro della questione. I nuovi Lea saranno immessi nel sistema nel 2017, quando il “Dpcm” (Decreto del presidente del consiglio dei ministri) avrà necessariamente completato l'iter di approvazione; si tratterà quindi di applicarli, con le risorse disponibili (la Legge di Stabilità 2016 ha riservato 800 milioni del Fondo sanitario nazionale.) Ma è ormai di pubblico dominio che i presidenti delle Regioni non ritengono sostenibile affrontare la rivoluzione Lea solo con quelle risorse ( alcune Regioni hanno di fatto ampliato o innovando l’offerta delle prestazioni essenziali, ci sono realtà dove l'accesso ai Lea è difficoltoso)

Questa rivoluzione dei Lea impone , tuttavia, un “risparmio” di 50 milioni di euro sui ricoveri, sarà l'extra carico di ticket d'ambulatorio - 18,1 milioni - sulle spalle dei cittadini.

Web 2.0 & MobileHealth

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Una tra le più grandi e autorevoli società scientifiche internazionali, la statunitense American Medical Association (Ama) ha appena diffuso (25 novembre 2016) le linee guida per promuovere un uso sicuro ed efficace delle applicazioni sanitarie per smartphones e tablet ( American Medical Association - Ama ).

L’Ama riconosce come le conoscenze siano ancora scarse in tema di mHealth (mobileHealth, termine che indica le attività mediche e sanitarie svolte attraverso dispositivi mobili) le sue indicazioni offrono una guida ai medici finora restii a consigliare le app sanitarie ai propri pazienti. «Secondo un sondaggio del 2014, più di un medico su tre prescrive mHealth, ma in un caso su due si limita a suggerire al paziente di visitare un app store» si legge nel comunicato sul sito dell'Ama che cita-tra l’altro- un'indagine del 2015 dalla quale emerge che solo il 16% dei medici prescrivono app per mHealth. Secondo gli esperti dell'Ama, uno dei motivi che più trattiene gli operatori sanitari è la mancanza di prove valide sulla sicurezza e l'efficacia della maggior parte di queste app: a oggi, gli studi in tema di mHealth sono circa 260, a fronte di 63.000 app sul mercato.

Link utili:   L'era "mHealth" è già qui  / Quali sono le app per la "mobile Health"?

Spese Sanitarie e Fisco: Rifiuto di Trasmissione dei Dati Personali

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Dal 14 novembre 2016 i contribuenti che si rapportano con professionisti dell’area sanitaria (norma già attiva per i medici, ai quali ora si aggiungono infermieri, radiologi, psicologi, ostetriche, parafarmacie e ottici) possono esercitare direttamente la propria opposizione, affinché i dati sulle spese non siano comunicati all'Agenzia delle Entrate e inseriti nella dichiarazione dei redditi precompilata.

Il «no» può essere subito annotato sulla ricevuta o fattura, evitando di comunicarlo poi a posteriori al Sistema tessera nazionale (Sts) o alla stessa Agenzia. Per le fatture precedenti resta invece possibile rivolgersi all'Sts o alle Entrate. Quella che parte oggi è la “fase due” dell'operazione precompilata riguardante le spese sanitarie: il prossimo 730 sarà più completo, perché avrà nuovi dati in aggiunta a quelli trasmessi già dal 2015 dalle farmacie e dagli altri medici . Per le prestazioni rese o i medicinali venduti dal 1° gennaio 2016 ai pazienti/clienti, l'obbligo di invio dei dati al Sts è stato dunque esteso – con legge di Stabilità 2016 e decreto del Mef del 1° settembre scorso – a otto nuove categorie.

Questi soggetti (che devono aver richiesto l'abilitazione al Sts entro il 31 ottobre) devono trasmettere – entro il 31 gennaio 2017 – i dati sanitari di tutto il 2016: ricevute, fatture e scontrini “parlanti” (con il codice fiscale del contribuente, cioè).

Mentre per il paziente-contribuente la data spartiacque è, appunto, il 14 novembre: cade in questa data il sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento Entrate -del 15 settembre scorso- con le modalità tecniche di utilizzo dei dati fiscali comunicati per le nuove categorie. Da oggi, chi preferisce tenere riservate le visite da psicologi o ostetriche, deve attivarsi e chiedere al professionista di scrivere nella ricevuta o in fattura la propria opposizione all'invio.

Questa stessa possibilità è scattata poco tempo prima, a fine settembre, per le strutture sanitarie private non accreditate.

Nulla cambia invece per il diritto all'opposizione con gli specialisti che già dallo scorso anno inviano le loro ricevute. In questo caso, la scelta di riservatezza è esercitabile già dal primo gennaio scorso. Mentre in farmacia basta non consegnare la tessera sanitaria.

Su queste nuove categorie, l'impatto grava in modo diversificato. Per gli psicologi, a esempio, il tema dell'opposizione per ragioni di privacy, è centrale. Essi dovranno inviare al Sistema i dati delle ricevute emesse fino al 13 novembre, senza necessità di consultare il cliente, che potrà nel caso esercitare il diritto di opposizione a posteriori. Mentre per i documenti fiscali emessi da oggi (originale e copia) dovranno considerare le opposizioni espresse verbalmente, annotarle in fattura (che non va inviata). Gli Ordini consigliano quindi di esporre nello studio un cartello per informare i clienti del nuovo obbligo.

L'accreditamento va a rilento per ottici e parafarmacie, accomunati dalle difficoltà di individuare con precisione il perimetro dei soggetti coinvolti. Superata questa prima fase, ora anche chi si è iscritto entro il 31 ottobre attende le credenziali.

In ogni caso, per molti, l'invio dei dati non avverrà se non dopo la chiusura dell'anno. E dovrà essere concluso entro un mese.

L'ingresso nella precompilata pesa un po' meno a radiologi, ostetriche e infermieri. Qui sono pochi i liberi professionisti che fatturano direttamente ai cittadini. Le sanzioni. A preoccupare di più sono le sanzioni, pari a 100 euro per ogni errore, che sembrano tarate più per i professionisti con un limitato numero di fatture giornaliere. 

Il Consenso Informato: Relazione di Cura e Biotestamento

parlamento

Consenso informato, relazione di cura e biotestamento

La Commissione Affari Sociali del Parlamento riunita in comitato ristretto ha trovato l’accordo sul testo unificato della proposta di legge sul consenso informato e le Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), indicate frequentemente dal neologismo “biotestamento”.

Il testo (cinque articoli e numerosi commi) dovrebbe (sempre condizionale, in riferimento alla crisi politica in essere) quindi essere avviato in sede referente per eventuali approfondimenti e correzioni.

consulenza medica legale

Il consenso informato 

Si ribadisce che « nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata ».

Il testo valorizza il ruolo della « relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato nel quale si incontrano l'autonomia decisionale del paziente e la competenza professionale, l'autonomia e la responsabilità del medico. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari ».

La Commissione Affari sociali ha evidenziato il diritto per ogni persona « di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi ». E’ ben specificata anche la possibilità di « rifiutare in tutto o in parte di ricevere le informazioni ovvero indicare i familiari o una persona di sua fiducia incaricati di ricevere le informazioni in sua vece. Il rifiuto o la rinuncia alle informazioni e l'eventuale indicazione di un incaricato vengono registrati nella cartella clinica o nel fascicolo elettronico ».

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Il consenso informato deve essere espresso in forma scritta ma se le condizioni fisiche del paziente non lo dovessero consentire è ammesso l’uso di «strumenti informatici di comunicazione».

Si chiarisce inoltre che « Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento, ivi incluse la nutrizione e l'idratazione artificiali. L'accettazione, la revoca e il rifiuto sono annotati nella cartella clinica o nel fascicolo sanitario elettronico ».

Questa proposta di legge dispone che « Il rifiuto del trattamento sanitario indicato o la rinuncia al medesimo non possono comportare l'abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l'erogazione delle cure palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38. »

Una novità- che ha quasi il tono di rivoluzione!-in quest’ordinamento è la specificazione che « Il tempo della comunicazione tra medico e paziente è da considerarsi tempo di cura ».

Anche i minorenni e le persone legalmente incapaci o sottoposte ad amministrazione di sostegno vedono riconosciuto « il diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione, ricevendo informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità ed esprimendo la propria volontà », atteso che « il consenso informato di cui all'articolo 1 è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall'amministratore di sostegno» .

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Disposizioni anticipate di trattamento DAT

La proposta di legge riconosce a tutti i maggiorenni e capaci di intendere e di volere « in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (“DAT”), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (“fiduciario”) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie ».

Il medico è tenuto al pieno rispetto delle Dat che però « possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora sussistano motivate e documentabili possibilità, non prevedibili all'atto della sottoscrizione, di poter altrimenti conseguire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso in cui le DAT non indichino un fiduciario vengono sentiti i familiari ».

Le dichiarazioni devono essere redatte « in forma scritta, datate e sottoscritte davanti a un pubblico ufficiale, a un medico o a due testimoni o attraverso strumenti informatici di comunicazione» e possono essere modificate o revocate in ogni momento .

È previsto poi che le Regioni avanti con la cartella elettronica e il fascicolo sanitario elettronico possano, con proprio atto, regolamentare la raccolta di copia delle Dat.

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Pianificazione condivisa delle cure

La proposta di legge regola la relazione tra medico e paziente, rispetto all'evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante. In questo caso si può realizzare una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, « alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità ».

« Il paziente e, con il suo consenso, i suoi familiari, sono adeguatamente informati, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, in particolare a proposito del possibile evolversi della patologia in atto, di quanto il paziente può realisticamente attendersi in termini di qualità della vita, delle possibilità cliniche di intervenire, delle cure palliative ».

Il documento scritto, o videoregistrato, è sottoscritto o validato dal paziente e dal medico curante e «inserito nella cartella clinica o nel fascicolo sanitario elettronico e ne viene data copia al paziente. Il documento di pianificazione delle cure può essere sempre modificato dal paziente».

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