Chirurgia della tiroide

Il Dottor Mayer esegue interventi di chirurgia della tiroide: interventi sulla ghiandola tiroide e paratiroidi  per patologia benigna e  maligna  (casista personale di oltre 600 tiroidectomie totali) , chirurgia ricostruttiva del collo e demolitiva (non ORL) per patologia neoplastica ( certified head & neck surgeon con il Dr. Mark Urken, Fondazione THANC e Millennium Hospitals NY USA). Prenota una visita per un consulto presso lo Studio di Via Rimini 49 a Prato.

Il Nodulo Tiroideo e il Cancro della Tiroide: Aggiornamenti Clinici

ecografia tiroide

I l nodulo tiroideo (una piccola formazione tondeggiante che si forma all’interno della ghiandola tiroidea) è un reperto di frequente riscontro nella pratica clinica, con una prevalenza di noduli palpabili del 5% nelle donne e 1% negli uomini.

L’ecografia ha un ruolo fondamentale nella diagnosi del nodulo tiroideo, si stima che nel 20% e fino al 60% di soggetti scelti casualmente sia possibile evidenziare noduli tiroidei, sempre con maggior frequenza nelle donne e nei soggetti con più di 65 anni di età.

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L’importanza del riscontro di un nodulo tiroideo consiste nell’escludere o confermare la presenza, al suo interno, di una neoplasia maligna tiroidea , che si verifica nel 7-15% dei casi dei noduli tiroidei, in relazione all’età, al sesso, alla storia familiare, all’eventuale precedente esposizione alle radiazioni ionizzanti.

 

tiroide

I più frequenti tumori tiroidei maligni sono i cosiddetti “ carcinomi differenziati tiroidei ”, che comprendono il carcinoma papillare e il follicolare, sono più del 90% di tutti i tumori della tiroide e, nel corso degli ultimi dieci anni, la loro frequenza è quasi triplicata; i casi di tumore della tiroide con diametro inferiore o uguale a 1 centimetro, nelle nuove diagnosi, sono passati dal 25% del 1988-89 al 39% del 2008-09 ed è questo il motivo per il quale l’ecografia del collo e della ghiandola tiroidea è uno strumento diagnostico determinante, associato all’ esame citopatologico del nodulo tiroideo mediante aspirazione con ago sottile (FNAB, Fine Needle Aspiration Biopsy) .

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Un’importante società scientifica internazionale, American Thyroid Association (ATA)  ha recentemente proposto una revisione delle linee guida al fine d’informare medici, ricercatori e pazienti sulle nuove evidenze scientifiche disponibili per la diagnosi e la gestione clinica del nodulo tiroideo e dei cosiddetti tumori differenziati della tiroide (ovvero quelle forme neoplastiche tiroidee che nella maggioranza dei casi -se per tempo diagnosticate e opportunamente trattate- offrono ampia possibilità di guarigione ).

Per tutte le lesioni nodulari della tiroide è raccomandata l’esecuzione di un’ecografia tiroidea associata al dosaggio del TSH; l’esame ecografico sarà quindi la base diagnostica di partenza per l’eventuale, successiva esecuzione dell’agobiopsia FNAB. L'ecografia dovrebbe contenere tutti quegli elementi descrittivi “morfologici” di sospetto in presenza di una forma maligna: margini irregolari, o sfumati, spiccata ipoecogenicità, forma ovale.

In presenza di questi “segni” ecografici si dovrebbe procedere senza indugio all’agobiopsia, monitorizzando nel tempo (sei mesi, in genere) , sempre con l’ecografia, quelle lesioni nodulari più piccole (inferiori ai 10 millimetri) da sottoporre in seguito alla biopsia con ago sottile, una volta raggiunta una soglia di dimensioni maggiori.

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I SOLITI SOSPETTI

L’algoritmo clinico proposto dall’ ATA definisce cinque quadri clinici ecografici, stratificandone il rischio di malignità.

 

  • NODULO ALTAMENTE SOSPETTO (RISCHIO MALIGNITA’ 70-90%)

E’ solido e ipoecogeno, o parzialmente cistico con una componente solida intra-cistica, associato a una o più delle seguenti caratteristiche sospette: margini irregolari, micro-calcificazioni, morfologia ovalare (altezza>larghezza), estensione extra-tiroidea, calcificazioni e bordi sfumati. Questi noduli devono essere sottoposti a FNAB quando sono maggiori di 1 centimetro.

 

  • NODULO CON SOSPETTO INTERMEDIO (RISCHIO MALIGNITA’ 10-20%)

E’ solido e ipoecogeno con bordi ben definiti, non presenta microcalcificazioni e nessuna altra caratteristica ecografica sospetta; questa categoria è a sensibilità elevata per malignità ma presenta una bassa specificità (ovvero la maggior parte di questi noduli sono e rimangono benigni); la FNAB è necessaria se le dimensioni sono maggiori di 1 centimetro.

 

  • NODULO CON SOSPETTO BASSO (RISCHIO MALIGNITA’ 5-10%)

E’ un nodulo solido ecograficamente iso-iperecogeno, senza i segni morfologici di sospetto (margini sfumati, microcalcificazioni, morfologia ovale); solo il 10-15% circa dei casi di neoplasia maligna tiroidea si presenta con queste caratteristiche; indicata la FNAB se la lesione è maggiore di 1,5 centimetri.

 

  • NODULO CON SOSPETTO MOLTO BASSO (RISCHIO DI MALIGNITA’ 1-3%)

E’ un nodulo cistico con possibile presenta di una componente solidaminima e privo delle caratteristiche morfologiche di sospetto. Indicata la FNAB se la lesione è maggiore di 2 centimetri.

 

  • NODULO BENIGNO (RISCHIO DI MALIGNITA’ BASSISSIMO, INFERIORE AL 1%)

E’ un nodulo cistico semplice, con parate sottile, nessuna componente intra-cistica. Nessuna indicazione per FNAB.

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Negli ultimi dieci anni si è assistito a un notevole incremento dell’incidenza del cancro della tiroide; come conseguenza clinica, il numero delle tiroidectomie è notevolmente aumentato.

Si calcola che la tiroidectomia rappresenti il 40% degli interventi di endocrinochirurgia e la strategia decisionale in chirurgia della tiroide è molto complessa, in modo particolare quando il Paziente si presenta con una malattia avanzata o con una recidiva tumorale.

Le complicazioni della chirurgia tiroidea possono essere molto serie per qualità della vita postoperatoria e una tecnica chirurgica esperta e meticolosa può certamente ridurne l’incidenza e la gravità.

La chirurgia della tiroide continua a essere suddivisa – e forse contesa- tra specialità chirurgiche (chirurgia generale e otorinolaringologica a esempio) e il numero degli interventi eseguiti dai singoli chirurghi è ovviamente un fattore di notevole impatto sui risultati clinici definitivi.

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Alcune nuove, importanti conquiste tecnologiche (la chirurgia robotica) hanno prodotto un notevole impatto sulla chirurgia della ghiandola tiroide, tuttavia queste risorse devono ancora essere valutate attentamente per poter esprimere un corretto giudizio sulla qualità dei risultati ottenibili e prima di inserirle in una vera rutine chirurgica tiroidea e, ancor di più, per le vie extra cervicali di accesso alla tiroide stessa.

Le nuove tecniche di radioterapia esterna e terapie “targeted” (ovvero con munizioni anticorpali specifiche contro il cancro resistente) hanno trovato un’espansione negli ultimi dieci anni, soprattutto per la cura dei pazienti con tumori maligni residui o recidivi della tiroide.

In Centri specializzati, i medici e chirurghi esperti di patologia tiroidea dovrebbero essere ben addestrati per assistere i Pazienti in decisioni cliniche complesse, offrendo in team la gestione del cancro tiroide dalla A alla Z.

Cancro della Tiroide e Screening Oncologico

Il termine screening (termine mutuato e ormai stabilizzato nella nostra cultura medica da quella anglo-americana) indica una strategia (protocollo) di indagini diagnostiche generalizzate, utilizzate per identificare una certa malattia in una popolazione con un rischio medio di malattia , che si reputa sufficientemente elevato da giustificare la spesa e lo stress di cercarla.

A differenza dei test medici eseguiti nella pratica diagnostico-clinica generale, le procedure dello screening prevedono che gli esami medici siano eseguiti su tutta la popolazione in oggetto che, per definizione, non ha alcun sintomo, né segno clinico di malattia.

Lo screening oncologico è un'attività sanitaria di prevenzione offerta a tutta la popolazione residente in una determinata area, come programma di diagnosi precoce, come avviene per il cancro della cervice uterina, della mammella, del colon retto e per il melanoma.

Secondo quanto conclude un documento pubblicato sul sito istituzionale dell' U.S. Preventive Services Task Force (Uspstf), l'agenzia statunitense incaricata di informare medici e pazienti in materia di prevenzione, gli individui asintomatici non dovrebbero essere sottoposti a screening per il cancro alla tiroide. La raccomandazione di grado D (ovvero estrapolata da studi di mediocre qualità e quindi di forza debole, secondo rigidi criteri di revisione della letteratura medico-scientifica) è in gran parte in linea con la guida proposta dal gruppo nel 1996:

« Le malattie a carico della tiroide, tra le condizioni endocrine più frequenti nelle consultazioni mediche, possono essere asintomatiche e se non trattate tempestivamente possono causare fratture, cancro o malattie cardiovascolari » spiegano gli esperti della Task Force, precisando che i potenziali benefici dello screening, condotto per esempio con la palpazione o con l’ecografia, sono solo di piccola entità, dato che il cancro alla tiroide è relativamente raro e la prognosi clinica non sembra differire tra la maggior parte dei pazienti trattati e quelli semplicemente monitorati ( per le forme neoplastiche definite “differenziate”. Inoltre, gli studi clinici finora pubblicati non suggeriscono alcuna riduzione della mortalità nei luoghi dove lo screening di massa è stato introdotto, come per esempio la Corea del Sud.

«Viceversa, i potenziali danni dello screening come la sovradiagnosi e il sovratrattamento, sono presenti, anche se di moderata intensità» si legge nel documento.

Gli esperti dell'Uspstf suggeriscono comunque di non applicare questa raccomandazione alle persone che sono ad aumentato rischio di cancro alla tiroide, compresi coloro che nell'infanzia sono stati esposti a radiazioni alla testa e al collo, chi ha una storia familiare positiva per malattie della tiroide, i portatori di condizioni genetiche che predispongono al cancro alla tiroide come la sindrome neoplastica endocrina multipla, e chi è stato esposto a un “fallout” nucleare.

Fonte: U.S. Preventive Service Task Force

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